Nasce da una domanda tanto semplice quanto ambiziosa, MOONTELL Podcast. In fondo: cosa rimane di una canzone quando si smette di ascoltarla soltanto come intrattenimento? Dopo tre anni di attività, eventi dal vivo e collaborazioni con centinaia di artisti provenienti da tutta Italia, Rebecca Romano ha deciso di spingere il progetto oltre i confini del format originario, trasformandolo in uno spazio di confronto capace di mettere in relazione musica, esperienza personale e società contemporanea. In un panorama mediatico sempre più dominato dalla rapidità dei contenuti e dalla necessità di catturare l’attenzione in pochi secondi, l’iniziativa sceglie una direzione opposta: rallentare, approfondire e restituire centralità all’ascolto.
Ogni episodio prende forma a partire dai brani degli ospiti coinvolti, ma il punto di arrivo non coincide mai con la semplice analisi di un percorso artistico. Le composizioni diventano piuttosto una porta d’accesso a questioni che attraversano la vita di tutti: identità, relazioni, salute mentale, precarietà, libertà, paure, trasformazioni sociali e ricerca di significato. La prospettiva di chi crea arte permette infatti di osservare la realtà da angolazioni meno scontate, illuminando contraddizioni e sfumature che spesso sfuggono allo sguardo comune. È proprio questa la forza del progetto ideato dalla fondatrice: utilizzare la sensibilità creativa come strumento di interpretazione del presente.
Più che un contenitore di interviste, MOONTELL si configura come un laboratorio di riflessione condivisa nel quale ogni conversazione prova a scavare sotto la superficie, cercando di comprendere non soltanto come nasce una traccia, ma quali interrogativi, tensioni emotive e visioni del mondo ne abbiano alimentato la scrittura. Un approccio che assume un valore ancora più significativo grazie alla formula scelta per la registrazione. Una volta al mese, infatti, il format prende vita davanti a un pubblico presso il Gipsy Bar di Lambrate, trasformando la produzione di ogni puntata in un’esperienza partecipata. La distanza tra chi racconta e chi ascolta si riduce fino quasi a scomparire, favorendo la costruzione di una comunità fondata sul dialogo e sulla condivisione. In un’epoca che premia la superficialità e il consumo veloce dei contenuti, MOONTELL rivendica il diritto alla complessità, alle domande senza risposte immediate e all’incontro autentico tra persone. Perché dietro ogni canzone, come suggerisce la filosofia del progetto, si nasconde molto più di una melodia: esiste un frammento di realtà che merita di essere osservato, compreso e raccontato.








