Da oggi, venerdì 18 settembre, e fino a domenica 20, il quartiere Portanuova torna a farsi palcoscenico a cielo aperto con la seconda edizione del Portanuova Music Fest, la kermesse gratuita dedicata alla nuova musica italiana nata lo scorso anno e capace di attirare, nella sua prima uscita, oltre ventimila persone.
Un numero che non è un dettaglio: è la prova che il modello funziona, e che la formula del festival diffuso, con quattro palchi sparsi tra Piazza Gae Aulenti, Piazza Alvar Aalto, Pandenus e Stage Via Capelli, riesce a trasformare uno dei quartieri più fotografati d’Europa in un contenitore musicale credibile, non solo scenografico.
La rassegna, realizzata in collaborazione con Openstage, piattaforma che porta la musica dal vivo in piazze, stazioni della metropolitana e parchi di numerose città italiane, mette in fila oltre cinquanta artisti. Tra i nomi già annunciati figurano Eugenio in Via di Gioia, Rareş, Carla Hero, PierC, Chiamamifaro ed Espana Circo Este, accanto a una lunga lista di proposte meno note ma altrettanto centrali nel racconto della scena urban e pop italiana: Le Nora, Kharfi, Chiara Cami, Preghiera, Giargo, Ehilà Collective, Vittoria Sciacca, Sidy, Vincenzo Fasano, Pollo, Comeilmiele, Elito.
Il programma, che nei giorni clou si svolge dalle 11:00 alle 21:00, alterna showcase, dj set e momenti didattici firmati Saint Louis College of Music, con lezioni aperte al pubblico su produzione e mix. Non manca una componente ludica pensata per far esplorare l’intero quartiere: quattro magneti da collezionare, uno per ogni palco, che ricompongono lo skyline di Portanuova.
Il vero valore aggiunto, però, resta il ponte tra chi sale sul palco e chi la musica la fa girare per lavoro: nel weekend saranno presenti rappresentanti di Warner Music, Universal Music, Sony Music e Sugar Music, un dettaglio che sposta l’evento oltre la semplice vetrina e lo avvicina, almeno nelle intenzioni, a un vero momento di scouting.
Resta però una domanda che vale la pena porsi: un festival gratuito, sostenuto da un quartiere a fortissima connotazione corporate e immobiliare, può davvero sostituire i percorsi più lenti e faticosi con cui la nuova musica italiana si è sempre fatta strada, penso ai club, alle etichette indipendenti, ai tour nei piccoli locali? Oppure rischia di diventare l’ennesima occasione di visibilità istantanea, utile più al brand del quartiere che alla crescita reale degli artisti coinvolti?
Il progetto arriva dopo il ciclo di incontri Road to Portanuova Music Fest, ospitato nella nuova Piazza Einaudi in collaborazione con adessocapiamo di Lorenzo Luporini, che ha visto protagonisti Willie Peyote, Sarah Toscano e Settembre. Un percorso di avvicinamento che, va detto, ha avuto il merito di costruire attesa reale attorno all’appuntamento, invece di limitarsi a un semplice lancio promozionale.
Sabato e domenica restano le giornate più dense, con headliner distribuiti tra il palco Fever-Tree di Piazza Gae Aulenti e gli spazi di Piazza Alvar Aalto. La chiusura, domenica sera, è affidata a un dj set in collaborazione con Saint Louis, coerente con lo spirito open air che ha ispirato l’intera rassegna fin dal titolo: “Life is an open stage”.








